Descrizione
Il Lacryma Christi veniva prodotto negli antichi tempi da certi monaci, il cui convento sorgeva sulle pendici del Vesuvio. Sembra che più tardi i Padri Gesuiti, padroni di vaste terre in quelle località, fossero quasi esclusivi produttori e detentori di questo prezioso vino.
Per quanto siano radicate le tradizioni del Lacryma Christi, l’istituzione della DOC è piuttosto recente e risale al 1983.
Il Lacryma Christi rientra nella Denominazione di Origine Controllata (DOC) Vesuvio (D.P.R. 13.01.1983 – D.M. 31.11.1991) con una produzione annua di 12.986 Hl.
L’appellativo Lacryma Christi è la sottodenominazione di cui il vino può fregiarsi quando la resa è contenuta al 65% dell’uva e quando il titolo alcolometrico raggiunge almeno il 12%. Oltre il 90% del prodotto in circolazione rientra nella sottodenominazione, mentre il restante 10%, circa 2000 ettolitri di vino, viene imbottigliato col solo nome Vesuvio.
Le uve sono coltivate solo in 15 comuni del napoletano, ad alta vocazione vitivinicola e localizzati su tutta la fascia pedemontana del Vesuvio dove i vigneti ospitano varietà autoctone, da sempre coltivate in questa zona.
Si presenta di colore rosso rubino intenso; al naso è ricchissimo di frutto con leggere note floreali e di cenere; in bocca è fresco e allo steso tempo morbido di frutto e dal tannino dolce.
Si abbina felicemente al ragu napoletano, sapido e profumato, oppure alle salsicce (rigorosamente a punta di coltello) sulla griglia.





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